Recensione: Perfect Creature

In un mondo parallelo, in un epoca indefinita, uomini e vampiri convivono serenamente aiutandosi reciprocamente, i primi fornendo di loro spontanea volontà il sangue per far cibare i vampiri, i secondi mettendo a disposizione le loro maggiori conoscenze e le loro straordinarie potenzialità a favore degli esseri umani.
I vampiri, che si sono formati trecento anni prima a causa di una mutazione genetica, si sono riuniti in un unico gruppo chiamato la fratellanza a capo della quale ora c’è il Grande Sacerdote, padre di Silus (Dougray Scott) ed Edgar (Leo Gregory).
Quest’ultimo, dopo aver servito per molti anni la comunità, producendo vaccini anti influenzali, cambia idea e decide di infettare la popolazione, per ristabilire il naturale corso degli eventi, dove gli uomini sono le prede e i suoi simili i predatori. Toccherà a Silus fermarlo ad ogni costo, aiutando la polizia e la bella detective Lilly Hour (Safforn Burrows) nelle indagini, per riuscire a ristabilire la pace tra le due specie.
Perfect Creature, film neozelandese datato 2006, è un film sui vampiri, ma rispetto a Blade e Underworld, invece di insistere su dozzine di scontri e morti, si sofferma (male) sulla psicologia dei personaggi, le differenze tra le specie e la tangibile possibilità che queste riescano a convivere pacificamente.
L’idea non sarebbe male, soprattutto se si aggiungono le ambientazioni anni quaranta e alcune innovazioni tecnologiche, come le armi per uccidere i vampiri e le flebo o i bicchierini di Sangue, distillato come se fosse grappa, per nutrire la sete dei succhia sangue, eppure il film non convince, non cattura totalmente l’attenzione dello spettatore, forse perché dietro all’apparenza non c’è una storia innovativa (e oggigiorno è difficile crearne una su un argomento così tanto trattato).
Concludendo: senza una buona storia (personaggi stereotipati, confronto tra fratelli letteralmente gettato al vento, storia d’amore in secondo piano patetica e inutile, vampiri che camminano di giorno come se nulla fosse, finale scontato e mancanza di spessore nei dialoghi) nemmeno un buon cast e alcune particolari trovate possono salvare la pellicola.
Nemmeno Perfect Creature riesce ad essere l’eccezione alla regola e lo si capisce già dopo mezz’ora di film (o dando la logica spiegazione all’arrivo ritardato di due anni sui nostri schermi).
Se volete vederlo aspettate che esca in Dvd.
Termini legati all'articolo: Dougray Scott, Safforn Burrows.
2 Commenti









































Gollum mette più paura! perchè le persone non vanno a farsi un giro invece di improvvisare un surrogato di film Horror? E’ un film soporifero!
Io sono rimasto affezionato agli scontri rocamboleschi di Underworld, ed effettivamente alcuni aspetti di questo film sono abbastazna deludenti…