Recensione: Lui, lei e babydog

Charlie (Brendan Hines), proprietario di una caffetteria e Res (Kevin Sussman), il suo migliore amico, sono due single alla ricerca di una ragazza, ma, mentre per il secondo la motivazione è prettamente sessuale, per il primo è più la voglia di innamorarsi, che lo spinge alla ricerca.
Chi cerca trova dice un adagio, ed è così pure per Charlie, ma il giovane non può aspettarsi che la tanto sognata dolce metà, Dafne (Malin Akerman), sia una grande appassionata di cani, esseri che lui odia dal profondo del cuore.
Per riuscire a conquistare la ragazza, Charlie, dovrà riuscire a superare il suo astio canino, iniziando dall’accettazione dell’indimenticato Fiocco d’avena, quadrupede morto le cui ceneri sono tenute dalla sua padroncina in bella vista, ma soprattutto convincendo delle sue buone intenzioni l’enorme Babydoll, la nuova compagna a quattro zampe di Dafne, che gelosa di lei, ostacolerà ogni tentativo di avvicinamento del protagonista.
Lui, lei e Babydog (Heavy Petting) è una originale commedia scritta e diretta dall’esordiente Marcel Sarmiento, che piacerà prevalentemente ai cinofili e deluderà, col passare dei minuti, tutti gli altri.
L’idea alla base è intelligente, fresca e intrigante: il classico triangolo amoroso delle commedie (due uomini e una donna), trasformato in un anomalo triangolo in cui un uomo e un cane si contendono la stessa donna.
Che dietro al film ci sia voglia di realizzare qualcosa di differente lo si capisce sin dai titoli di testa, rappresentati sottoforma di indicazioni per l’uso (come se un cane fosse l’oggetto misterioso di tutti coloro, che non li amano), ma ben prima di arrivare a metà della storia ci si inizia ad accorgere, che il suo creatore non ha chiaro il taglio dare alla sua opera, se brillante o romantica è il mix purtroppo non gli giova.
La pellicola, per essere brillante mette in secondo piano il rivale umano del protagonista, non affonda troppo nella psicologia amorosa di Dafne, gioca con i difetti dei cani fino alle soglie del cattivo gusto, mentre per risultare romantica, dopo un inizio scoppiettante e politicamente scorretto, mette da parte il cinismo e cancella ogni senso di esistere a tutti i personaggi di contorno, compreso Ras, che sembra reciti in un altro film e aggiunge un avversario umano di cui non se ne sentiva il bisogno.
Concludendo: Lui, lei e Babydog è un’idea buona gettata alle ortiche, che si salva per non aver umanizzato il cane con atteggiamenti antropomorfi già visti (vedi Sfigatto di Ti presento i miei, che in bagno tira la catenella del water dopo aver fatto i bisognini) e per aver costruito, in un modo differente dal solito, la storia del rapporto tra uomo e animale.
Termini legati all'articolo: Brendan Hines, Heavy Petting, Kevin Sussman, Malin Akerman, Marcel Sarmiento.
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