Recensione: Hellboy the Golden Army

Narra la leggenda che la tregua fra umani e figli originari della Terra fu siglata dividendo una corona, quella con cui si poteva far tornare la Golden Army (armata invincibile), in tre parti. Il principe Nuada (Luke Goss), del mondo delle tenebre, non contento di come si stiano comportando gli uomini sulla Terra, pensa di riunire le tre parti e guidare l’armata alla conquista del mondo.
Sulla Terra, nel frattempo, Hellboy (Ron Perlman), seppur il capo del Dipartimenta per la Ricerca sul Paranormale, Tom Manning (Jeffrey Tambor), gli abbia detto di mantenere il basso profilo e di non farsi notare, continua a dar spettacolo e a farsi fotografare, inoltre ha qualche problema di coppia con la sua dolce e fiammante metà Liz Sherman (Selma Blair).
Anche Abe (Doug Jones), amico fraterno di Red, soffre, ma per la mancanza di una compagna, che troverà, una volta innescata la guerra con Nuada, nella sorella del nemico, la principessa Nuala (Anna Walton), sempre che il mondo riesca a salvarsi.
Hellboy The Golden Army, diretto dal regista nominato all’oscar Guillermo del Toro, è uno dei pochi sequel che non solo è all’altezza del primo episodio, ma forse addirittura migliore.
Non ci sono aspetti negativi nel film, anche se magari la storia di base è già sentita (la lotta tra il bene e il male). Il regista, tra l’altro, riempie di citazioni cinematografiche (Guerre Stellari e Cloverfield solo per fare alcuni esempi), la sua opera e il risultato è che tutte sono capaci di reggere il confronto con gli originali.
Il film è una piacevole scoperta ogni minuto che passa, perché aggiunge particolari umani (la possibile gravidanza di Liz) ai mostri ed capace di valorizzare tutti i personaggi secondari trattandoli da primari, come l’agente tedesco Trevor Bruttenholm (John Hurt). Tutto ciò dimostra come, anche in un film d’azione, si possa parlare di argomenti elevati (la diversità, l’amore, l’integrazione), senza cadere nel retorico.
Una menzione speciale merita Doug Jones, un attore capace di trasudare emozioni anche se mascherato, capace di svolgere alla perfezione tre ruoli, quello di Abe, quello di Chamberlain e quello dell’angelo della morte, con il quale fa toccare al film, il momento di drammaticità più elevato e permette ai creatori di pensare ad un terzo episodio di Hellboy.
Concludendo: tanta azione misto a ironia non si era mai vista negli ultimi tempi e, se a questo sommate l’umanità con la quale i mostri vengono rappresentati (non stereotipati e ricchi di sfaccettature) e le scenografie mozzafiato (di Stephen Scott) avrete come risultato il miglior film dell’Estate, senza nulla togliere agli altri blockbuster già usciti (Wanted) o che usciranno (Il cavaliere oscuro).
11 Commenti
Scritto da Diego Odello
Termini legati all'articolo: Anna Walton, Doug Jones, Guillermo del Toro, Jeffrey Tambor, John Hurt, Luke Goss, Ron Perlman, Selma Blair, Stephen Scott.















Speravo in qualcosa di meglio…ma non mi posso lamentare!
[...] Hellboy – The Golden Army [...]
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[...] che fagocita la loro infanzia, martoriandola, distruggendone il piu’ intimo contenuto, e Guillermo Del toro ne fa protagonisti combattivi ma inesorabilmente perdenti, ne La spina del diavolo, [...]
[...] film in questione sono: Il cavaliere oscuro, Iron Man, Hellboy II: The Golden Army, Australia, Il curioso caso di Benjamin Button, La mummia: la tomba dell’imperatore dragone e [...]
[...] Cinema – Hellboy – The Golden Army: azione, con R. [...]
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