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  • 12
  • lug

Recensione: Che la fine abbia inizio

Di Diego Odello, in Americana, Anni 2000, Horror, Thriller.

Donna (Brittany Snow) è una ragazza che sta finalmente per andare al college concludendo così una stagione di vita non proprio felice: tre anni prima un professore, Richard Fenton (Johnathon Schaech), ossessionato dal desiderio per lei aveva ucciso tutta la sua famiglia (la madre davanti ai suoi occhi), prima di essere arrestato grazie alla sua testimonianza e rinchiuso in un ospedale psichiatrico.

La sera del ballo di fine anno, il suo ragazzo Bobby (Scott Porter) e le sue amiche, Lisa (Dana Davis), Claire (Jessica Stroup), con i rispettivi ragazzi Ronnie (Collins Pennie) e Michael (Kelly Blatz), decidono di passare una notte indimenticabile, prima partecipando alla gara che premia il re e la regina della serata, poi in hotel per stare tutti insieme e magari spingersi oltre.

La stessa sera Richard evade dall’ospedale, per mantenere fede alla promessa di tornare da Donna per non lasciarla mai più. E’ esattamente quello che fa e chiunque si interponga tra lui e la ragazza viene automaticamente ucciso. L’unico che può fermarlo è il detective Nash (James Ransone) che, appena appresa la notizia, si mette sulle tracce del pazzo assassino, anche se potrebbe essere troppo tardi: Richard è già nell’hotel.


Se cercate alla voce film già visto troverete sicuramente Che la fine abbia inizio, non solo perché è il remake del più celebre film anni ottanta Non entrate in quella casa (Prom Night), ma soprattutto perché l’innovazione è uguale alla piacevolezza del film, cioè zero.

Nelson McCormick, all’esordio cinematografico dopo aver diretto una puntata di più di una serie televisiva, ammicca al pubblico giovane ambientando la storia in una festa di liceo, con tanto di rivalità per la vittoria del titolo di reginetta dell’anno, oltre ad utilizzare nei dialoghi un linguaggio che fa invidia solo a Moccia.

In un film telefonato dall’inizio alla fine, in mancanza di originalità si cerca qualcosa di emozionante che regga il ritmo, ma è incredibile vedere come non ci sia nulla: i personaggi sono stereotipati e assolutamente privi di spessore, l’assassino è Scream senza maschera (quindi ridicolo), le morti non spaventano e dopo pochi minuti si capisce già quello che accadrà nel proseguo e pure il finale.

A livello stilistico non c’è assolutamente nulla che possa impressionare, con semmai i continui flashback o le continue visioni di Donna, che finiscono per diventare qualcosa che oscilla tra il noioso, il patetico e il ridicolo.

Concludendo: il film è palesemente fatto senza alcuna velleità artistica, ma ciò non basta a giustificare in qualche modo, un prodotto tanto scarso, di cui nessuno sentirà la mancanza nel caso lo perdesse al cinema o in dvd. Caldamente sconsigliato.



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3 Commenti Scritto da Diego Odello
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Commenti:

Sono stati scritti 3 commenti su "Recensione: Che la fine abbia inizio"

  1. Concordo pienamente con il giudizio globale, durante il film ho passato il tempo a scuotere la testa e a sgranare gli occhi sconcertato per la banaltà e l’assenza di spessore.

  2. Se lo potevano anche risparmiare, è veramente inutile come film, come inutili sono i protagonisti!

  3. [...] le altre novità settimanale bene Funny Games subito quarto, mentre di Joshua e Che la fine abbia inizio non si sa nulla, perché fuori dalla classifica dei primi dieci, quella che ancora vede Un estate [...]




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