Recensione: Boogeyman 2 – L’evoluzione noiosa dell’uomo nero

di Diego Odello 4

Durante il suo compleanno, Laura Porter, insieme al fratello maggiore Henry, vede l’uomo nero uccidere suo padre, dopodiché trova pure la madre assassinata.

A distanza di dieci anni, mentre Henry (Matt Cohen) sembra abbia superato il problema (nonché la paura del buio), grazie all’aiuto del dottor Mitchell Allen (Tobin Bell) e del suo staff, tra tutti la dottoressa Ryan (Renée O’Connor), Laura (Danielle Savre) è ancora traumatizzata e dorme sempre con le luci accese.

Il presunto viaggio di Henry, porta Laura a convincersi di entrare anche lei in clinica per superare le sue paure una volta per tutte. Qui incontrerà altri ragazzi malati, bulimici, autolesionisti, agorafobici, germofobi e uno, che come lei ha paura del buio, tutti in pericolo, perché l’uomo nero si è evoluto e adesso è capace di uccidere chiunque a seconda della paura più profonda che percepisce.


Boogeyman 2 è il seguito, diretto da Jeff Betancourt, del film di Stephen T. Kay datato 2005, dal quale prende il personaggio principale, l’uomo nero, lo potenzia, rendendolo capace di riconoscere le ossessioni delle persone per scegliere la modalità migliore per farle fuori, lo estrae dal buio in cui era relegato nel primo film, senza riuscire a creare paura, ma solo disgusto (insetti, scene splatter gratuite) e noia.

L’idea principale, quella di un superuomo nero non è male, seppur sia paragonabile all’idea di Nightmare, che ammazza persone che sono svegli e pimpanti, perché potrebbe dare al film un taglio psicologico, ma tutto ciò non accade, perché il regista preferisce usare le varie fobie solo per creare morti cruente differenti tra loro (la morte nel buio dopo aver visto il primo film sarebbe stata troppo scontata).

Nemmeno la presenza di Tobin Bell, il tremendo enigmista di Saw, qui nei panni di uno psichiatra, che ha la risposta pronta a tutto (niente enigmi dunque), è credibile e, forse a causa dell’esordio alla sceneggiatura di un acerbo (a livello cinematografico) Eric Kripke (scrittore di ben 82 episodi di Supernatural), nemmeno così profondo come il ruolo gli richiederebbe.

La paura, purtroppo per lo spettatore pagante, è creata da luci che si spengono di colpo (Darkness), mostro con maschera (Halloween), urla, animaletti che si infilano dentro la pelle e parti insanguinate estratte dal corpo, tutti aspetti che, triti e ritriti, non spaventano nemmeno un bambino (ormai ingiustamente assuefatto alla violenza).

Concludendo: scene già viste, storia già sentita, attori del tutto anonimi (tanto devono morire uno dopo l’altro) e un ritmo lentissimo che trasformano i novanta minuti di pellicola in un mattone interminabile, fanno di Boogeyman 2, un horror da home video, che si può tranquillamente evitare di vedere.

Commenti (4)

  1. A dir pietoso è fargli un complimento!

  2. Anch’io ho avuto la stessa impressione, e anche vedendo il primo non mi ero esaltato affatto!

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