Recensione: Amore, bugie e calcetto

Formazione: Adam (Andrea Bosca) in porta, Piero (Andrea De Rosa) in difesa, Lele (Filippo Nigro) mediano, Vittorio (Claudio Bisio) in attacco e Filippo (Pietro Sermonti) a spezzare gioco e gambe. In panchina l’eterna riserva Venezia (Max Mazzotta) e l’ex giocatore di calcio Mina (Giuseppe Battiston).
Questi sette uomini per nessun motivo salterebbero una partita del torneo di calcetto che potrebbe metterli di fronte, in finale, agli Old Boys, team di vecchie glorie del calcio che conta (Schillaci, Tacconi e Rizzitelli per fare dei nomi) e trasformare il loro sogno in realtà.
Eppure fuori dal campo ci sono dei problemi non indifferenti: Piero aspetta un figlio da Martina (Marina Rocco), che però non sa essere di Adam; il matrimonio di Lele è in crisi, perché Silvia (Claudia Pandolfi), che ha sempre lavorato non riesce più a gestire il ruolo di casalinga madre di due figli; Vittorio ha problemi economici (seppur possegga la fabbrica dove lavora anche Venezia), sessuali (per soddisfare Viola usa il Viagra, così come per vincere si dopa) e burocratici con la sua ex moglie Diana (Angela Finocchiaro). Tutti, per essere felici dovranno imparare a cambiare il proprio ruolo nella vita, proprio come si cambia, ad una certa età ruolo in campo, ma non è così semplice.
Amore, bugie e calcetto è il terzo film diretto da Luca Lucini, che utilizza il calcio come metafora della vita: come dice nel finale la voce narrante, il saggio Mina, un giocatore dimostra sul campo quello che è realmente nella vita.
La scusa del torneo di calcetto, piacevole per far rifiatare lo spettatore dal turbinio di situazioni stressanti che ruotano intorno ai protagonisti è un ottimo modo per descrivere il lento cambiamento che subiscono nel corso della storia i personaggi: il pianificatore Piero impara a lasciarsi andare, Vittorio ad accettare la sua età, Lele ad agire e Adam ad accettarsi. Chi non cambia (Filippo), finisce per dimostrare la propria personalità meschina e a rimanere indietro, escluso.
Se tra i punti di forza ci sono un ritmo sempre abbastanza sostenuto e alcune buone interpretazioni (le coppie Lele – Silvia e Diana – Vittorio su tutte), lascia qualche perplessità il sovraffollamento del cast, che costringe a trascurare alcuni elementi come Filippo, Adam e Venezia, non così ben caratterizzati come gli altri, per non trasformare il già lungo film (2 ore) di calcio in una maratona cinematografica.
Concludendo: tanta carne al fuoco poteva diventare ingestibile, invece il regista, raccontando la storia come se fosse una favola riesce a portare in porto il film, strappando anche qualche sorriso. Quello che c’è dietro alla favoletta non è niente di nuovo, ma il modo in cui è stata messa in scena fa di Amore, bugie e calcetto, una commedia, forse non troppo impegnativa, ma sicuramente godibile e valida.
Termini legati all'articolo: Andrea Bosca, Andrea De Rosa, Angela Finocchiaro, Claudia Pandolfi, Claudio Bisio, Filippo Nigro, Giuseppe Battiston, Luca Lucini, Marina Rocco, Max Mazzotta, Pietro Sermonti.
6 Commenti









































Son curiosa di vederlo!
[...] Angela finocchiaro rappresenta con la sua ironia mista a fragilità la combattività dell’animo femminile, l’attrice si cala in ogni suo personaggio donandogli una leggerezza e al contempo uno spessore che stupiscono. Tra tv, teatro e cinema riesce a spaziare nei generi, attraversando questi tre mondi così diversi e donandoci personaggi ed emozioni ogni volta diversi e ogni volta sorprendenti. [...]
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