Recensione: -2 Livello del terrore

Alla vigilia di Natale, una ragazza in carriera, Angela (Rachel Nichols), dovrebbe lasciare il suo ufficio newyorkese per recarsi a casa dai proprio famigliari, portando l’abito di Babbo Natale e i regali, per festeggiare le festività in compagnia (cosa che non le capita molto spesso).
Il suo lavoro, però, non le permette di staccare in orario e come al solito e l’ultima dei dipendenti a lasciare la propria scrivania: quando scende al livello due del garage per recuperare la sua auto, che non parte, il luogo è totalmente deserto, lasciato in fretta e in furia dai suoi colleghi, desiderosi di tre giorni di meritate vacanze.
Gli unici due esseri viventi dello stabile, oltre a lei, sono Thomas (Wes Bentley), il guardiano notturno e il suo rottweiler. Il ragazzo sembra molto gentile, a tal punto da offrirle una mano per far ripartire l’auto rotta, ma dietro il suo bel modo di fare si nasconde l’identità di un pazzo che la obbliga a trascorrere la cena della vigilia con lui, costringendola con le brutte ad accettare.
-2 Livello del terrore (P2) è l’opera prima del regista Franck Khalfoun, un thriller psicologico, che dovrebbe creare tensione dall’inizio alla fine, paura dietro ogni angolo e che invece scatena noia e rabbia (per aver pagato il biglietto) allo spettatore.
L’idea è buona anche se la storia è già sentita (una ragazza sola in un luogo buio e non sicuro, da cui non può uscire e di cui non è l’unica inquilina) e il finale già visto (la protagonista è portata dalla situazione a far esplodere la sua aggressività latente per poter sopravvivere), ma la realizzazione lascia un po’ a desiderare: il film procede lentamente tra un apprezzabile humor dark e una partita a guardie e ladri tra Angela e Thomas.
Essendo il film un deja vu (mi viene subito in mente Catacomb), il regista non può aspettarsi che lo spettatore rimanga incollato allo schermo per vedere i tentativi maldestri del pazzo psicopatico di turno, che tenta di addomesticare la donna, perché già si intuisce che la ragazza subirà decine di spaventi, ma non morirà mai. In questo modo la pellicola perde con il passare dei minuti il suo fascino, dal momento in cui il folle guardiano e la povera vittima si separano, a causa di lunghi attimi silenziosi, immersi in una fotografia scura, che nasconde più che il pericolo la pochezza del prodotto.
Concludendo: non basta a -2 Livello del terrore (titolo appositamente inventato in italiano, per produrre quella paura, che nemmeno il film riesce a trasmettere), avere la caratteristica di essere un film low-cost per essere considerato valido. Non tutti con pochi soldi creano Blair Witch Project e Franck Khalfoun (che ne ha scritto anche la sceneggiatura) ora lo sa.
4 Commenti
Scritto da Diego Odello















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