Il collezionista, recensione

di Pietro Ferraro 4

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Alex Cross (Morgan Freeman) è un famoso e stimato crminologo consulente della polizia di Washington che riceve la notizia dell’improvvisa  scomparsa della nipote nel North Carolina. Arrivato sul posto Cross intuisce che le ragazze scomparse sono troppe per essere una coincidenza, e che forse si trova di fronte ad un predatore sessuale seriale

Frattanto mentre il corpo senza vita di una delle ragazze scomparse viene trovato legato ad un albero, l’ennesima donna, la dottoressa Kate McTiernan (Ashley Judd) viene sequestrata in casa sua, Kate si risveglierà nel covo del sequestratore scoprendo di essere stata drogata e di essere prigioniera con altre ragazze in un sotterraneo.

Kate pero è un osso duro e riuscirà a liberarsi e a sfuggire al suo carceriere, ferita gravemente verrà ritrovata in fin di vita, e dopo aver sfiorato la morte deciderà di avere la sua vendetta aiutando Cross e le autorità nella ricerca del sequestratore che oltre ad avere la peculiarità di collezionare solo donne intelligenti e dalle svariate abilità, ama farsi chiamare come il grande amatore veneziano Giacomo Casanova.

Ecco un esempio di come a volte uno script mediocre possa essere risollevato in parte da una coppia d’attori efficaci e una discreta messinscena, è proprio il caso de Il collezionista primo di due pellicole tratte dai romanzi di James Patterson con protagonista il criminologo forense Alex Cross, il secondo adattamento è Nella morsa del ragno del 2001.

Il limite del film di Gary Fleder (La giuria, Don’t say a word) è proprio nella convenzionalità della messinscena, in una serie di colpi di scena sin troppo telefonati, nel non dare più spessore al villain che oltre ad  una suggestiva bat-caverna non possiede altro, in special modo lo spessore necessario per competere in carisma con il veterano Alex Cross/Morgan Freeman a cui basta sfoggiare un decimo della propria capacità attoriale per catalizzare l’attenzione dello spettatore oscurando tutto il esto.

La co-protagonista Ashley Judd nonostante il suo ruolo basato tutto su fisicità e determinazione non brilli certo per originalità non delude, quest’attrice che nella sua carriera ha collezionato più di qualche consistente flop, ha un carisma davvero notevole che le permette di dare spessore emotivo a ruoli spesso inconsistenti o limitanti.

Il collezionista resta un thriller da guardare senza aspettarsi troppo, se si cerca solidità nella messinscena, due bravi e carismatici protagonisti e qualche contenuto brivido, il film potrebbe accontentare i meno esigenti, ma se aspirate a qualcosa di più direi che sulla piazza c’è di meglio.

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