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Gloria e la ricerca serena della felicità

Di Enrico.Nanni, in Psicocinefilo.

La fuga dallo zoo le ha portato una ventata di nuovo, e questo non può negalo; forse non avrebbe ricercato la fuga in modo diretto, le è capitata, e lei si è lasciata trasportare. Meno motivata di Marty, più attiva e consapevole di Melman.

Chissà se riesce a capire di essere la “glia” che tiene insieme tutto quello sgangherato gruppo. Riesce ad essere aggraziata nonostante la sua stazza, il suo sguardo dolce lascia sfuggire una grande dolcezza condita con una innegabile fermezza.

Non ci sono parole per descrivere la vita interiore di queste cosiddette acque chete. Gloria è la parte grossa del gruppo, senza fare facili ironie, e se conoscete ciò di cui parlo, sapete cosa sto dicendo. Racchiude infatti in sè ciò che è “donna” nel gruppo, e non sto parlando di ciò che è strettamente femminile.

Ogni passo è da Gloria osservato e valutato, il suo essere goffa, rispetto a uno scattante Alex o a un saltellante Marty, è compensato dall’essere veloce nella valutazione, dall’essere precisa ed efficiente nel dare un giudizio d’insieme della situazione.

La corsa verso l’ignoto dei nostri quattro amici mette tutti alla prova. Gloria cerca in ogni momento di essere all’altezza della situazione, è il suo entusiasmo a portare avanti tutta la baracca, e a sostenere i rapporti a volte traballanti che incollano i quattro protagonisti.

Immaginate cosa possa voler dire per una come lei ritrovarsi allo stato brado: libertà è una parola che racchiude un sacco di faccende piuttosto complesse. Non è poi così semplice affrontarla, riceverla. Bisogna imparare, ancora prima di amarla, ad accettarla come un dono, soprattutto come un dono che non si è richiesto.

Faccenda non banale, ve lo assicuro. Non è semplice riuscire a mostrare riconoscimento curiosità allo stesso tempo, a volte si tratta solo di lasciarsi andare, cosa che Gloria non ha difficoltà a fare. Dobbiamo riflettere su questo fatto, a lei riesce, e a noi, bipedi “sapienti”, spesso no.

Dovremmo quindi imparare da un ippopotamo? Si! Certo! Perchè no? La capacità di cavarsela unita all’assenza dei cosiddetti obiettivi superiori la rende una maestra di vita, non priva di difetti, certo, ma comunque una grande guida e un grande esempio.

Solo in una pacifica ricerca orientata alla curiosità e all’accettazione di ciò che ci succede si raggiunge la felicità, soprattutto se, come Gloria, siamo circondati dalle persone a cui vogliamo bene.



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