Giffoni Film Festival: tra i vincitori dell’edizione 2008 anche tre italiani
Di Diego Odello, in Festival e rassegne nazionali.

Si è conclusa ieri la trentottesima edizione del Giffoni Film Festival, la rassegna cinematografica dedicata ai ragazzi, con l’assegnazione dei numerosi premi.
Tra i vincitori, oltre al già annunciato Mariano Fiocco per The Lab, anche due italiani: Mario Cambi per The Story of Leo, Massimo Cappelli per Natural Born Bullies e Elisabetta Bernardini per Retreating.
Prima di lasciarvi alla lista dei premiati (con tanto di storia per i Grifoni d’oro) voglio darvi alcuni numeri della manifestazione: in nove giorni, 2205 ragazzi, provenienti da 33 Paesi, hanno visionato circa 100 titoli in competizione (1600 quelli presenti), di cui 7 nelle sale cinematografiche da questo autunno.
Per il futuro la direzione del festival sta progettando, con Rai e Medusa, di produrrre un film targato Giffoni ogni anno, oltre che preparare una rassegna simile in Australia (nazione pluripremiata in questa edizione) nel 2009.
GRIFONE D’ORO Miglior Lungometraggio
per la sezione Kids (6-9 anni): The Story of Leo (Italia, regia di Mario Cambi);
per la sezione First Screens (9-12 anni): Red Zora (Germania, regia di Peter Kahane);
per la sezione Free To Fly (12-14 anni): Leroy (Germania, regia di Armin Voelckers);
per la sezione Y Gen (15-18 anni): Blind (Olanda/Belgio/Bulgaria, regia di Tamar van den Dop).
per la sezione Kids (6-9 anni): The Story of Leo (Italia, regia di Mario Cambi);
per la sezione First Screens (9-12 anni): Red Zora (Germania, regia di Peter Kahane);
per la sezione Free To Fly (12-14 anni): Leroy (Germania, regia di Armin Voelckers);
per la sezione Y Gen (15-18 anni): Blind (Olanda/Belgio/Bulgaria, regia di Tamar van den Dop).
GRIFONE D’ARGENTO Miglior Cortometraggio
per la sezione Kids (6-9 anni): Oma’s Quilt (Canada, regia di Izabela Bzymek);
per la sezione First Screens (9-12 anni): Natural Born Bullies (Italia, regia di Massimo Cappelli);
per la sezione Y Gen (15-18 anni): Retreating (Italia, regia di Elisabetta Bernardini).
per la sezione Kids (6-9 anni): Oma’s Quilt (Canada, regia di Izabela Bzymek);
per la sezione First Screens (9-12 anni): Natural Born Bullies (Italia, regia di Massimo Cappelli);
per la sezione Y Gen (15-18 anni): Retreating (Italia, regia di Elisabetta Bernardini).
GRIFONE DI BRONZO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA
per la sezione Free To Fly (12-14 anni): The Black Baloon (Australia, regia di Elissa Down);
per la sezione Y Gen (15-18 anni): Blind (Olanda/Belgio/Bulgaria, regia di Tamar van den Dop).
per la sezione Free To Fly (12-14 anni): The Black Baloon (Australia, regia di Elissa Down);
per la sezione Y Gen (15-18 anni): Blind (Olanda/Belgio/Bulgaria, regia di Tamar van den Dop).
PREMI SPECIALI
Grifone di Alluminio – Premio Cial: Terra (USA, regia di Aristomenis Tsirbas);
Grifone di Cristallo – Banca della Campania: The New Man (Svezia/Finlandia, regia di Klaus Härö);
Premio CGS: December Boys (Australia, regia di Rod Hardy);
Premio Arca Cinemagiovani: The Black Baloon (Australia, regia di Elissa Down) e Everything is Fine (Canada, regia di Yves-Christian Fournier);
Premio Amnesty International: Heart Of Fire (Germania/Italia/Austria/Francia, regia di Luigi Falorni);
Premio Bosch: The Lab (Italia, regia di Mariano Fiocco).
Grifone di Alluminio – Premio Cial: Terra (USA, regia di Aristomenis Tsirbas);
Grifone di Cristallo – Banca della Campania: The New Man (Svezia/Finlandia, regia di Klaus Härö);
Premio CGS: December Boys (Australia, regia di Rod Hardy);
Premio Arca Cinemagiovani: The Black Baloon (Australia, regia di Elissa Down) e Everything is Fine (Canada, regia di Yves-Christian Fournier);
Premio Amnesty International: Heart Of Fire (Germania/Italia/Austria/Francia, regia di Luigi Falorni);
Premio Bosch: The Lab (Italia, regia di Mariano Fiocco).
The story of Leo, racconta la storia di Leo Azzannaossi, un leone vegetariano e per questo motivo emarginato dal branco, che aiuta Avoria, elefantessa regina, a crescere i suoi due figli, rimasti orfani di padre.
Red Zora, narra l’adolescenza di Branko, un dodicenne orfano di madre, che va alla ricerca del proprio padre, un musicista girovago. In seguito ad un furto, il ragazzino rischia il carcere, ma viene salvato da Zora la Rossa, capo di una banda di orfani che si nascondono tra le rovine del castello, che si innamora di lui.
Leroy descrive le vicende di un ragazzo tedesco, ma di origine africana, Leroy appunto, che vive le sue giornate con Dimi (greco) e Achmed (palestinese), entrambi fidanzati. Lui al contrario ancora è single. La situazione degenera quando conosce Eva e se ne innamora: la ragazzina proviene da una famiglia di estremisti di destra e ha cinque fratelli skinhead, ma lui vuole poterla amare superando ogni pregiudizio.
Blind è il racconto di una madre e suo figlio Ruben, diventato cieco, che vivono in un maniero sperduto. Proprio la cecità è fonte di rabbia per il ragazzo. L’unico modo per calmarla e far leggere a Marie, una donna misteriosa brutta di cui Ruben si innamora, pagine di libri che, fino al giorno dell’operazione (quella per riacquistare la vista), il ragazzo non può leggere. L’amore è veramente cieco?
Termini legati all'articolo: Armin Voelckers, Blind, Elisabetta Bernardini, Leroy, Mariano Fiocco, Mario Combi, Massimo Cappelli, Natural Born Bullies, Peter Kahane, Red Zora, Retreating, Tamar van den Dop, The Lab, The story of leo.
Commenta!









































Commenti:
Commenta su "Giffoni Film Festival: tra i vincitori dell’edizione 2008 anche tre italiani"