Forrest Gump: recensione

di Pietro Ferraro 8

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Forrest Gump (Tom Hanks), un quarantenne un pò strambo seduto ad una fermata d’autobus racconta la sua vita a chiunque gli si sieda vicino, la sua voce è strana, i suoi modi gentili, la sua storia pazzesca, incredibile e coinvolgente.

Tutto inizia quando Forrest, allevato dalla volitiva e intraprendente signora Gump (Sally Field)  che fa di tutto per far vivere al suo strambo ragazzo una vita normale, nonostante tutti, mdici, presidi e compgni di scuola non facciano altro che ricordargli  il ritardo mentale che affligge il suo ragazzo e quanto minerà inesorabilmente quualsiasi suo sogno o ambizione.

La signora Gump però non ci sta e dopo aver fatto ammettere Forrest ad una scuola normale, lo sprona a combattere i pregiudizi e ad inseguire i propri sogni. Così morta la madre il ragazzo inizierà un lungo percorso di crescita che lo vedrà guadagnarsi con il football una borsa di studio per meriti sportivi, diventare campione internazionale di ping pong, eroe di guerra durante il Vietnam, imprenditore, padre e finire sui giornali per aver attraversato di corsa tutti gli States.

Il regista Robert Zemeckis ci racconta il sogno americano con gli occhi della diversità e dell’eccezione che non sempre fa la regola. Tom Hanks rispolvera l’entusiasmo fanciullesco del ragazzino in un corpo da uomo di Big e tratteggia con il suo stile non stile e la sua faccia da americano medio un commovente ed esilarante eroe alternativo.

Un grande cast, effetti speciali all’avanguardia che permettono al protagonista e a noi spettatori di vivere virtualmente cinquant’anni di storia americana, e il valore edificante delle fiabe e del messaggio ottimista e positìvo di questo tenero Peter Pan che non può non conquistarci con la sua spicciola e al contempo sorprendente filosofia di vita.

Ben tredici nomination e sette stauette accompagnano il trionfo planetario di Forrest Gump, miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista, miglior montaggio, miglior sceneggiatura non originale e l’immancabile premio come migliori effetti speciali.

Un vero trionfo, e meritato aggiungiamo noi, per la delicatezza utilizzata nel ritrarre un diversamente abile e per il messaggio positivista. Un film assolutamente da non perdere.

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