Beixi moshuo (Behemoth), il film di Zhao Liang, a Venezia 72.

Sarà presentato oggi, 10 settembre, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Beixi moshuo (Behemoth), il documentario di Zhao Liang.

ZHAO LIANG - BEIXI MOSHUO (BEHEMOTH)

Il documentario racconta della celestiale bellezza delle distese erbose che sarà presto consumata dalla polvere delle miniere. Tra le ceneri e il frastuono causati dalle pesanti attività minerarie, i pascoli si riducono e ai pastori non resta che partire. Al chiaro di luna le miniere di ferro sono illuminate a giorno. I lavoratori che azionano le trivelle devono rimanere svegli. È una dura lotta, contro le macchine e contro se stessi. Nel frattempo, i minatori sono occupati a riempire di carbone i camion. Con indosso una maschera di polvere, diventano creature simili a fantasmi.

Un’infinita coda di autocarri trasporterà i minerali di ferro e di carbone alla fonderia, dove è intrappolata un’altra folla di anime che brucia all’inferno. All’ospedale, il tempo si accumula, sospeso nelle mani dei minatori. Dopo decenni passati a respirare la polvere di carbone, la morte è dietro l’angolo, e loro vivono un’esistenza da purgatorio.
Ma alla fine non ci sarà nessun paradiso.

Un documentario davvero intenso, presentato dal regista come una sorta di Divina Commedia:

Mi sono ispirato a Dante e ho descritto un’enorme catena industriale, in cui i colori rosso, grigio e blu rappresentano rispettivamente i tre regni danteschi. Attraverso lo sguardo contemplativo del film, analizzo le condizioni di vita dei lavoratori e l’insensato sviluppo urbano. È la mia meditazione critica sulla civiltà moderna, in cui si accumula ricchezza mentre l’uomo perisce.