Assassinio sull’Eiger, recensione

Il Dr. Jonathan Hemlock (Clint eastwood) è un professore d’arte ed alpinista, grande appassionato di dipinti di cui è avido collezionista e per questo molti dei suoi pezzi provengono dal mercato nero. Per finanziare la sua passione alquanto dispendiosa ed arricchire la sua collezione con pezzi sempre più rari e di pregio, Hemlock arrotonda come killer prezzolato al soldo di un’agenzia segreta del governo degli Stati Uniti, nota come C2. Al fine di acquisire un Pissarro, Hemlock si impegna a effettuare un paio di “sanzioni” (come vengono chiamati gli omicidi su commissione), ma mentre la prima sanzione è risolta con facilità in quel di Montreal, la seconda richiederà di unirsi ad un gruppo di alpinisti che si accingono a  scalare la parete nord dell’Eiger, una sfida particolarmente difficile. Hemlock una volta sulla montagna con la squadra dovrà dedurre da un particolare fisico chi sia il suo bersaglio di cui non conosce ne aspetto ne identità, ma una volta individuato l’obiettivo Hemlock si troverà di fronte a qualcuno che giunge del tutto inaspettato.

Quarta prova da regista per Clint Eastwood che adatta il romanzo Il castigo dell’Eiger di Trevanian, pseudonimo dello scrittore Rod Whitaker e confeziona un thriller ad alta quota che nonostante risulti davvero poco credibile sul piano della messinscena, che sfrutta con troppa nonchalance molti dei clichè del  filone spionistico, fruisce di un cast che invece risulta in parte, grazie anche ad un Eastwood impegnato in prima persona nelle sequenze di stunt.

Assassinio sull’Eiger si rivela un film concepito a misura di spettatore, un po’ come, elemento spionistico a parte, l’ottimo Cliffhanger con Sylvester Stallone, in cui il frangente spettacolare ha la meglio sull’impianto narrativo e visto che si sta parlando del 1975, nel riguardarlo oggi risulta senza dubbio di maggior spessore rispetto a prodotti odierni alquanto mediocri, vedi l’action-thriller Vertical Limit.

Note di produzione: nel cast figura anche l’attore George Kennedy apparso con Leslie Nielsen sia ne L’aereo più pazzo del mondo che nella serie Una pallottola spuntata. Durante la lavorazione David Knowles, controfigura, alpinista e maestro di roccia morì in un incidente in parete. Le riprese sull’Eiger coincisero con la spedizione in cui Reinhold Messner e Peter Habeler scalarono la parete nord dell’Eiger in 10 ore.